Ricognizione - per la pace!!!

Centenario dello scautismo, il movimento fondato da Baden Powell. Festa degli scouts dell’intero pianeta. Ad un secolo dal primo campo sull’isola di Bronwsea - a cura di pfls

Ben 250 le manifestazioni nell’intera Penisola. Una scalata al Monte Rosa per festeggiare
giovedì 2 agosto 2007.
 

LA STORIA

Così con B.P. partì «l’avventura»

Ex generale, mise l’esperienza militare al servizio della pace e della condivisione

di Lorenzo Fazzini (Avvenire, 01.08.2007)

Quando si dice le «stranezze» della storia: oggi la parola scout è sinonimo di impegno per la pace, di dialogo e di lavoro per la convivenza armoniosa delle culture. E pensare che a fondarlo, in un giorno d’estate del 1907, fu un famoso militare, nominato generale dalla regina d’Inghilterra per le sue gesta belliche nella difesa di un villaggio coloniale britannico in Sud Africa, Mafeking, assediato per 217 giorni dai boeri.

Robert Stephenson Baden-Powell - questo il nome completo del fondatore dello scautismo - era nato nel 1857 e in diverse campagne militari, sia in Africa che in India, aveva sperimentato un sistema di addestramento dei cadetti ricorrendo a giochi comunitari e simulazioni di gruppo, il tutto basato su due valori fondanti: la fiducia e l’iniziativa personale. Era il metodo «scout», cioè quello della «ricognizione», un esercizio fisico che il militare Powell faceva praticare ai suoi commilitoni come modalità di allenamento atletico, di preparazione militare e di maggior conoscenza con la realtà dell’India selvatica o delle foreste africane.

Ritiratosi ai primi del Novecento a vita privata «coperto» dalla gloria e dalla notorietà come uomo di battaglia, Baden Powell rimase colpito dalla situazione di estrema rilassatezza di tanta parte della gioventù inglese, dedita più allo sport passivo e ai fumi dell’alcool che ad una sana attività fisica. Per questo l’eroe di guerra iniziò a palesare questa sua preoccupazione con una serie di articoli sui quotidiani britannici.

Finché un giorno - precisamente per una settimana, dal 31 luglio al 9 agosto - convocò una ventina di ragazzi sull’isola di Brownsea per quello che è riconosciuto come il primo campo scout della storia. Un periodo di condivisione e di svago formativo. I 21 partecipanti (assistiti da 7 adulti), divisi in 4 branche - Lupi, Tori, Corvi, Chiurli, ciascuno con il fazzolettone di colore diverso sulla comune divisa kaki - vissero 7 giorni di vera avventura: osservazione, contatto con la natura, esercizi di cavalleria e di salvataggio, giochi di patriottismo furono gli ingredienti di quel primo campo-scout nella baia di Poole. Che ha dato vita ad una feconda eredità di milioni e milioni di seguaci in ogni dove.


SENZA FRONTIERE

Questa mattina per i ragazzi che partecipano al Jamboree in terra inglese l’Eucaristia con Murphy O’Connor mentre un gruppo di guide e scouts d’Europa saranno all’udienza del Papa

L’alba del centenario

Oggi gli scout dell’intero pianeta rinnovano la promessa Ad un secolo dal primo campo sull’isola di Bronwsea, 38 milioni di «figli» di Baden Powell riaffermano i valori del movimento

di Andrea Galli (Avvenire, 01.08.2007)

Esattamente cento anni fa, su una piccola isola nella baia di Poole, a sud est dell’Inghilterra, risuonava nel silenzio mattutino un kudu dello Zimbabwe. A soffiare nel tradizionale corno africano era una gloria militare dell’impero britannico, già membro dell’intelligence service di sua Maestà ed eroe della guerra anglo-boera, Robert Baden Powell.

Attorno a lui un drappello di ragazzi, radunati per quello che ad alcuni osservatori sembrava una bizzarria paramilitare, ma che sarebbe stato poi ricordato come il primo campo scout della storia e l’inizio di un’esperienza che ha segnato l’associazionismo giovanile di un secolo.

Stamattina, alle 8 in punto, sulla stessa isola, si udirà di nuovo il kudu, mentre un gruppo di ambasciatori in calzoni corti e fazzolettone al collo assisterà al rito commemorativo e rinnoverà la «Promessa». Circa 38 milioni di figli spirituali di Baden Powell sparsi per il globo faranno lo stesso.

A Hylands Park, Chelmsford, una cinquantina di chilometri da Londra - dove si tiene in questi giorni il Jamboree, ossia il raduno che celebra la nascita dello scautismo - 40 mila ragazzi saranno collegati in diretta video. L’evento seguito a ogni latitudine e il colpo d’occhio delle centinaia e centinaia di tende piantante nei prati dell’Essex danno l’idea di quanta strada abbiano fatto le idee di quel visionario educatore britannico, chiamato dai suoi figli spirituali con il nomignolo di B.P. Prendete un mappamondo, fatelo girare e puntate il dito a caso: del Paese che avrete sotto il polpastrello, se escludete Andorra, Cina, Cuba, Corea del Nord, Laos e Birmania, una rappresentanza scout si trova in questo momento al grande Jamboree. «Attorno a noi ci sono polacchi, algerini, messicani, è incredibile, c’è anche un piccolo gruppo di armeni: un contesto unico, che non ha paragoni con altri Jamboree del passato».

Così descrive la situazione Ilaria Baudone, guida del reparto "Gino Bartali", una trentina di componenti da Lazio e Toscana, uno spicchio dei 44 gruppi (2.326 tra ragazzi e capi) partiti dall’Italia. La pioggia torrentizia che a luglio ha messo in ginocchio intere regioni dell’Inghilterra qui è stata clemente. Resta solo un po’ di fango e l’aria pungente che filtra dalla Manica.

«L’organizzazione finora è stata ottima. Intenso il programma - racconta telegrafico Andrea Carpentieri, della compagnia "Fausto Coppi" - ora però aspettiamo il clou dell’evento, il poterci riunire per la grande alba tutti insieme, da ogni luogo, sotto le medesime insegne scout». Il cosiddetto «Sunrise» di stamani si prolunga in modalità differenti a seconda dei differenti credo, rappresentati anche questi al gran completo (uno spazio tra i più visitati raccoglie simbolicamente una tenda per ogni religione). Tutti i cattolici si ritroveranno alle 10,30 per una Messa celebrata dal primate della Chiesa inglese, il cardinale Cormac Murphy O’Connor. Un momento che metterà in comunione i gruppi di di Agesci (Associazione guide e scout cattolici italiani) e Cngei (Corpo nazionale giovani esploratori ed esploratrici italiani) presenti al Jamboree (in quanto associazioni riconosciute dall’Organizzazione mondiale dello scautismo, Wosm, "titolare" della manifestazione) con i loro cugini italiani, le Guide e Scouts d’Europa cattolici, che oggi godranno di un altro privilegio, l’udienza con Benedetto XVI. E che svolgeranno il loro raduno, Euromoot 2007, dal 4 al 11 agosto sui monti Tatra in Polonia.

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L’INIZIATIVA

Sul Monte Rosa con il «fazzolettone»

(G.Roc.) (Avvenire, 01.08.2007)

Una scalata al Monte Rosa per festeggiare il centenario dello scautismo. L’iniziativa è dei gruppi della Val Sesia - Borgomanero, Borgosesia, Grignasco e Varallo - che hanno invitato a partecipare gli scout, maggiorenni ed esperti, di tutta la Penisola. In trenta sono arrivati a Varallo lunedì.

«Abbiamo offerto loro un aperitivo - racconta Maria Pascariello, capo del gruppo Varallo 1 - e mostrato dei filmati sul Monte Rosa e sui rifugi. Quindi ci siamo spostati ad Alagna, dove abbiamo incontrato le guide alpine e il soccorso alpino, che ci hanno accompagnato durante l’avventura». Di supporto agli scout anche un reparto della Guardia di finanza. «Ci siamo trasferiti a Passo dei Salati in funivia - prosegue Maria - e da qui a piedi fino a Gnifetti, dove abbiamo dormito». Ma solo per poche ore. Alle 3 di ieri notte di nuovo in marcia fino alle vette del secondo monte più alto d’Italia: Piramide Vincent, Cristo delle Vette e Capanna Margherita, a 4550 metri di altezza. Così, a un passo dal cielo, alle 8 viene pronunciata la promessa scout.

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LA MAPPA

Vado al Massimo, da tutta Italia

In cinquemila a Roma, nello storico Circo, alla cerimonia nazionale. Ma sono ben 250 le manifestazioni nell’intera Penisola in cui 400 mila scout rinnoveranno la promessa

Da Roma Giulia Rocchi (Avvenire, 01.08.2007)

Lungo il Po e sulle Alpi, in piazza o in riva al mare. In oltre 250 località italiane risuoneranno le parole della promessa scout. E lo stesso avverrà nel resto del mondo, dalle Piramidi egizie alla Baia di Sydney. A pronunciarle, in tutto, saranno quasi 40 milioni di persone. Che festeggeranno così l’Alba del centenario, il momento più importante delle manifestazioni per i cent’anni dello scautismo. In Italia saranno oltre 400 mila, e ben cinquemila si ritroveranno al Circo Massimo di Roma per il raduno ufficiale. Tutti i gruppi della Penisola, comunque, si sono sbizzarriti per ricordare in modo originale il primo secolo di vita del movimento. Da Nord a Sud, in tanti hanno pensato di arrivare alla mattinata di oggi dopo una scalata in montagna. Sul Monte Rosa come - quasi all’altro capo della penisola, nel Cosentino - sul Monte Cocuzzo. «Sono circa 1.500 metri», dice la responsabile scout della zona Cosentina Tirrenica, Pina Campana. «Ieri pomeriggio abbiamo percorso il primo tratto - racconta - e alle 6 del mattino siamo partiti per raggiungere la vetta». All’impresa hanno partecipato «dai lupetti di 8 anni - sottolinea Pina - agli ex scout di 78 anni, perché ci tenevamo che fosse presente chiunque sia stato membro dell’associazione, pure cinquant’anni fa». Stessa filosofia seguita a Battipaglia, in provincia di Salerno, dove sono stati invitati a rinnovare la promessa tutti coloro che hanno fatto parte del gruppo scout del posto. Ciascuno, munito di bastoncino di legno, ha contribuito ad alimentare un grande fuoco acceso durante la notte. Simbolo dello «spirito scout - dicono dall’associazione - che trae alimento dalle promesse dei singoli presenti».

Chiamati a raccolta pure tutti gli abitanti di Polesella, in provincia di Rovigo. Durante la notte la cittadina è stata attraversata dalla staffetta «100 nomi per 100 km». «Ognuno - spiega Diletta Mazzetti, del gruppo scout - ha percorso un chilometro portando come testimone il fazzolettone. Quindi è tornato al campo base, il bosco intitolato a Baden Powell, per consegnarlo alla persona successiva». A darsi il cambio lungo il percorso, come detto, «non solo gli scout - precisa Diletta - ma anche i rappresentanti di altre associazioni, come l’Avis, o ancora i genitori, il sindaco, il vicesindaco».

Tutti in divisa, invece, in Toscana. «In occasione del centenario - fa sapere Piero Del Colombo, capogruppo dell’Agesci di Empoli 2 - abbiamo organizzato un campo per gli scout di tutte le età, non divisi come avviene di solito». La meta prescelta è la Pieve di Pernina, a Sovicille, nei pressi di Siena. Visto il posto, è stato preparato un «grande gioco ambientato nella Siena del 1200 e incentrato sul Palio - racconta Piero - in cui i ragazzi dovranno simulare la compravendita di cavalli e la corsa stessa». Il via alle 10, dopo aver scandito tutti insieme le parole della promessa. «Abbiamo scelto di tenere i due momenti separati per sottolineare la solennità dell’Alba del centenario - afferma -, alla quale siamo arrivati dopo un cammino di approfondimento sui valori scout».

La pensano così pure in Sicilia, al centro scout di Marineo, vicino Palermo. «La celebrazione dell’Alba - spiega il responsabile Giovanni Perrone - è stata situata all’interno di un percorso di tre giorni sul tema "Noi e la Legge", con il quale abbiamo cercato di far riflettere i ragazzi su cosa significhi per loro vivere la Legge scout oggi». Più di 300 persone, da ogni angolo dell’isola, sono arrivate al Bosco di Ficuzza per la manifestazione. Ieri hanno vegliato tutti insieme attorno al fuoco. Gli occhi rivolte alle fiamme, e a un maxischermo su cui scorrevano immagini di questi primi cento anni da scout.

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La Repubblica - GALLERIE FOTOGRAFICHE -

-  Scout, feste per i 100 anni in tutto il mondo

AGESCI CALABRIA - INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA DEL CENTENARIO


Sul tema, in rete, si cfr.:

Robert Baden-Powell

Olave Soames Baden-Powell (Chesterfield 1889 - Bramley 1977) (Chiara Mazzotti - Enciclopedia delle donne).

FLS


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