Italia o Italietta? Una nazione in bilico tra post-fascismo e "dittatura dolce".

venerdì 10 ottobre 2008.
 

Sul forum di Ammazzateci Tutti si sta sviluppando una discussione interessante sulla “dittatura dolce” che starebbe avvolgendo l’Italia negli ultimi tempi. Ho cercato di riassumere il mio pensiero, che riporto anche in questo pezzo.

Non si tratta di scegliere se schierarsi da una parte o dall’altra, se con o contro la destra, il centro o la sinistra.

Per quel che mi riguarda so certamente di stare dalla parte della Giustizia, vera ed uguale per tutti. So di stare dalla parte dei più deboli, di chi subisce, è prevaricato, e non sa scindere tra favori e diritti. So di stare dalla parte della Legalità, unica e sola discriminante delle mie battaglie e delle mie idee. So di stare con il pensiero debole, certo, ma non assuefatto ed arreso a questo stato di cose.

E’ di questi giorni la polemica sulla scarcerazione di Francesca Mambro, ad esempio. La Mambro è forse la detentrice del record italiano per numero di omicidi delle quali responsabilità si è riusciti ad arrivare in tribunale con sentenza. Adesso è fuori, scarcerata con la condizionale. Non chiediamoci tanto se ciò sia giusto, quanto se le leggi che hanno permesso ciò siano giuste.

Altro esempio? Sergio D’Elia, nella scorsa legislatura segretario questore della Camera dei Deputati, eletto nelle fila dei Radicali, è stato in passato condannato ed ha già scontato la pena per concorso nell’omicidio Calabresi.

Lo Stato italiano - purtroppo - non poggia su solide fondamenta, perchè: 1. L’unica discriminante a tenere insieme gli anti-fascisti nella Resistenza è stata - appunto - essere uniti contro i fascisti ed i Savoia. 2. Purtroppo i vari Pertini, De Gasperi, Togliatti, Saragat, sono nati una volta sola. 3. La cosiddetta “seconda Repubblica” è stata costruita con il sangue delle stragi di mafia, ‘ndrangheta e camorra degli anni ‘90 e sulle ceneri del Partito Socialista, della Democrazia Cristiana e del Partito Comunista, che hanno travestito da facce nuove e pulite quelli che altri non erano che i delfini dei potenti finiti nel giro di Mani Pulite.

Cosa voglio dire, con questo mio ragionamento? Semplicemente vorrei cercare di portare la discussione non tanto sull’analisi di tutto ciò che non va nel Paese Italia, ma cercare di studiarne le cause, e proporre modelli alternativi.

Su un muro dell’Università di Barkley un giorno uno studente ha scritto: “Il futuro mi interessa, perché è lì che ho deciso di trascorrere i prossimi anni”. Bene, a me interessa sapere cosa posso fare io, cosa possiamo fare noi, per migliorare questa Italietta che abbiamo ereditato, e cercare di lasciarla ai nostri figli in condizioni un po’ più decenti di quelle odierne.

Aldo Pecora


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