Pollitica

Calabria citra: il sindaco di San Giovanni in Fiore chiama bugiardo e falso Emiliano Morrone, accusandolo d’essere stato smentito dalla magistratura ordinaria. Roberto Saviano, intanto, conferma le tesi di Morrone

Inutile difesa del primo cittadino di San Giovanni in Fiore, la verità è nei fatti
mercoledì 12 marzo 2008.
 

Siamo davvero arrivati al ridicolo. Si chiede addirittura lo scioglimento della giunta comunale e lo si fa adducendo fatti privi di fondamento, usando argomenti come slogan e non fondati su elementi concreti : si parla di mancata trattativa con gli operai del fondo sollievo dimostrando che non vi è il minimo interesse a sapere come vanno le cose qui. Forse dipende dal fatto che chi si erge a paladino dei cittadini, per propria affermazione, conferma di non vivere in città”. Non le manda a dire il Sindaco di San Giovanni in Fiore Antonio Nicoletti che replica alla “esilarante” petizione annunciata dal giornale on-line “La voce di fiore” . “Ci sono personaggi abituati alla menzogna, incalza Nicoletti - pur essendo stati smentiti, per altri fatti, dalla Magistratura ordinaria. In democrazia ci sta tutto. Anche che ci si alzi una mattina con l’idea di fare una petizione per sciogliere la giunta comunale. Nulla osta. Se di cose più serie non ne vengono a mente, facciano pure, ma almeno certe trovate si fondino su basi solide.

Con il fondo sollievo - precisa il Sindaco - è da mesi che stiamo conducendo una trattativa molto delicata che cerca di mettere insieme il diritto maturato dai lavoratori con il diritto dei cittadini di non subirne le conseguenze. Siamo sulla buona strada e questo lascia intendere come non servino i proclami ma i fatti. Si torna ancora a mistificare il presunto declassamento del Comune. A questo punto - ironizza il Sindaco - anche i muri avrebbero capito che riclassificare l’Ente nella categoria di appartenenza, non ha provocato alcun danno né alla città né ai cittadini, come sta nell’evidenza dei fatti reali. La verità è che siamo noi, quelli che ogni mattina ci svegliamo qui -controbatte il Sindaco - che viviamo la quotidianità della nostra città. Poi arriva chi da fuori pontifica su tutto, senza mai essersi impegnato concretamente per dare segnali di cambiamento e comunque, essendosi esposto al giudizio dell’elettorato( che non è buono solo quando è dalla nostra parte) ne è stato bocciato. Sicuramente non si fa un bene alla città denigrandola di continuo con frasi fatte e considerazioni offensive per tanti. Si tira in ballo sempre l’assistenzialismo. Nessuno ha mai detto per quello che ci riguarda - afferma il Sindaco - e non consentiremo a nessuno di dire, che San Giovanni in Fiore è l’ultimo paese della Calabria. Ha i suoi problemi, anche seri e importanti, ma vogliamo fino in fondo credere nelle nostre potenzialità e quindi lavoriamo giornalmente, anche nelle difficoltà, per cercare soluzioni. Non siamo secondi a nessuno per storia, cultura, tradizione, e siamo convinti che è meglio vivere onestamente con ciò che lo Stato offre, ammortizzatori sociali compresi, che vivere sulle bugie o sulla falsa propaganda di un paese piegato e annichilito dalla criminalità. Tutte le altre accuse - conclude il primo cittadino - sono convinto che lascino il tempo che trovano. Anche perché, come sottolineava Brown “in un mondo di ipocriti, talvolta anche i più falsi sembrano dire la verità”.

Antonio Nicoletti, sindaco di San Giovanni in Fiore

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Subito pronta la risposta del sindaco di San Giovanni in Fiore, il quale non replica a "la Voce di Fiore". Non manda al giornale, su cui è stato originariamente pubblicato il nostro invito a dimettersi, le sue deduzioni.

Scrive ad altre testate. Non avendo ricevuto comunicazioni dal sindaco di San Giovanni in Fiore in merito alla mia nota apparsa ieri (6 marzo 2008) su "la Voce di Fiore", ho dovuto scaricare su Ebeteinfiore la sua risposta, priva di argomenti e, al solito, densa di mistificazioni universalmente riconoscibili.

Andiamo per gradi. Nicoletti gioca due carte: la mia distanza fisica da San Giovanni in Fiore e l’essere stato - io - smentito, dal suo punto di vista, dalla magistratura ordinaria, "per altri fatti". Che il medesimo sindaco non precisa, preferendo non addentrarsi in questioni che non sa o da cui è certo di non venirne fuori.

"La società sparente" (Neftasia, Pesaro 2007), il libro scritto a quattro mani da Francesco Saverio Alessio e me non è stato smentito da nessuno. Si legga "Codice Gomorra", a proposito, di Roberto Saviano, pubblicato su "L’Espresso" del 21 febbraio scorso. O, in alternativa, "Calabresi in via di estinzione?", di Pietro Nardiello, in "Narcomafie" ("Libera" di don Ciotti) del gennaio 2008.

C’è stato un ricorso alla magistratura ordinaria da parte di un imprenditore di San Giovanni in Fiore - ancora non si conosce la decisione definitiva dei giudici designati - in ordine a una potenziale diffamazione nei confronti dello stesso ricorrente. Cui, per amore di verità, non sono stati attribuiti fatti lesivi del suo onore; espressamente riconosciuto, peraltro, nella seconda edizione del volume.

Dice poi, il sindaco, che mai mi sono impegnato per la crescita di San Giovanni in Fiore e che in sostanza il movimento di Vattimo, che fondai nel 2005, ha un consenso significativamente più basso del suo partito.

Sul punto, è d’obbligo un chiarimento definitivo. Il movimento "Vatttimo per la città" non è un partito, ha un rappresentante in consiglio comunale e funziona come segue. E’ un luogo di confronto e riferimento per chi crede d’aver subìto violazioni e per chi, soprattutto se emigrato, vuole proporre qualcosa di utile a San Giovanni in Fiore, di là da colori, simboli e ideologie.

Emiliano Morrone è un giornalista, non un politico. Emiliano Morrone scrive ciò che pensa e racconta quel che osserva.

Se a San Giovanni in Fiore i disoccupati sono circa 6 mila e se l’emigrazione, soprattutto giovanile, è continua e impressionante, ciò non è per volontà di chi scrive né per una perversa macchinazione del primo cittadino.

Se gli assistiti della mia città sono circa 2 mila, i pensionati 4.500, gli abitanti 18 mila, gli autosaloni 24 e le macellerie 10, questo non è per mia invenzione o per menzogna. Si prendono i dati ufficiali e si verifica.

Se l’aspetto della città è quello d’un desolante deserto e la sanità si trova in condizioni da Terzo mondo, ciò non è per una mia volontà denigratoria: è la realtà, piaccia o dispaccia.

Circa l’immobilismo della maggioranza cui il sindaco è legato e la sua profonda crisi, che ha prodotto per ultimo la dimissione di due assessori, non ancora sostituiti, tanti giornali hanno scritto per dovere di cronaca.

In ordine alla criminalità in loco, leggo spesso, essendo distante dalla mia città, di efficaci operazioni compiute dai carabinieri della stazione locale. Sull’ultimo numero del mensile "il Cittadino" ho perfino trovato una citazione del sottoscritto, laddove si parla della Sila come "cimitero della ’ndrangheta".

Potrei nominare dei colleghi molto più attenti di me, a proposito della salubrità del territorio di San Giovanni in Fiore in fatto di presenza criminale. Due, intanto: Arcangelo Badolati e Mimmo Policastrese. Il quadro generale, in proposito, è nei fatti. Senza escludere che pendenze in ambito penale interessano soggetti appartenenti alla società bene del posto. Ma preferisco mantenere un’ottica non localistica, sulla questione.

Insomma, il primo cittadino vuole prendere coscienza della realtà o vuole trincerarsi dietro affermazioni a cui non crede nessuno?

Perché non ci dice di come funziona la storia delle concessioni edilizie? Perché non si prende la responsabilità di mettere nero su bianco, con tanto di firma e di bollo municipale, che tutto è sempre stato nel pieno rispetto delle norme e delle procedure stabilite dalla legge? Io nel mio libro - ripeto, scritto con Alessio - ne ho parlato diffusamente. E non mi risulta che qualcuno mi abbia smentito.

La cosa più triste, davvero, caro sindaco, è che lei non si accorge che la città si sta spopolando e sta perdendo tante risorse umane preziose. Viene proprio lei a farci la morale, quando, dopo aver sostenuto l’utilità di costruire il liceo scientifico nel quartiere Olivaro, ci ha ripensato prodigandosi per la sua conversione in residenza sanitaria assistita?

Bah, non riesco proprio a capire chi sia il bugiardo, in questa nostra corrispondenza d’amorosi sensi. Che cosa ha fatto sulla casa di riposo, caro sindaco? Perché gli operai del Fondo sollievo sono arrivati a vincere le cause contro il Comune? Chi doveva negoziare, io o lei?

Capisco che in politica occorre una memoria a brevissimo termine, e non la biasimo se aspira a sedersi su una candida poltrona dello studio di Vespa. La tv è bella, come è bello lei: la presenza non si discute. Ma io sono cattivo, anzi, cattivissimo. Sono peggio di Ferrara, nonostante che da Giuliano mi separi il peso. Io non le assicuro le uova promesse da Ferrara a Benigni; ma le garantisco che ogni sua mossa politica sarà vagliata dalla nostra nuova tac tridimensionale e, sul piano della critica, non le lasceremo tregua.

Un giorno, non lontano, si pentirà di questa sua facilità nel parlare e di questo suo modo leggero che ha di trattare gli emigrati come me. Non le sto promettendo mali fisici, non potrei per formazione e per il rispetto che porto a suo padre, il mio primo maestro.

Le dico, piuttosto, che gli emigrati li avrà contro. Perché non si dice male della categoria: proprio gli emigrati vogliono contribuire fattivamente alla crescita culturale, civile, sociale ed economica di San Giovanni in Fiore. Ma lei, con il suo comportamento e la sua ostinazione, ci sta allontanando e denigrando. Stia certo che nulla è eterno, nemmeno la politica.

Tanti saluti.

Roma, 7 marzo 2008

Emiliano Morrone

P.S.: non ho inteso a quale Brown si riferisce il sindaco nel finale della sua risposta.

Da qui in avanti, di là dai contenuti dei miei scritti, rammenterò sempre una frase di Paolo Borsellino: "Se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo".

Emiliano Morrone


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