Calabria

Malacalabria. La metafora del malato. Una lettera di Attilio Doni, teologo e anatomopatologo

martedì 30 ottobre 2007.
 

Caro direttore,

sembra proprio non ci siano più speranze di ripresa per il povero malato; il male si è infiltrato in ogni organo, in ogni cellula delle sue membra. Un medico, che le speranze non le ha ancora perse del tutto, si sta dando da fare per identificare il batterio responsabile del male; è quasi al termine del suo lavoro, quando un potente che non desidera affatto la guarigione del malato, sottrae al bravo medico le cure del suo paziente, e lo sostituisce con un suo collega. E mentre il nuovo medico studia la malattia, il malato se ne muore. Con tutti i limiti del paragone, potrebbe essere questo il destino della "società sparente" (è il titolo di un recentissimo libro sulla corruzione in Calabria): la malattia finirà per impadronirsene completamente.

Attilio Doni

Già su Il Tempo, 27 ottobre 2007


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