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Stanotte è morta Oriana Fallaci

La scrittrice e giornalista italiana si e’ spenta questa notte in un ospedale di Firenze. Aveva 77 anni e da anni soffriva di un male incurabile
venerdì 15 settembre 2006.
 

Firenze, 15 set. (Adnkronos) - E’ morta Oriana Fallaci. La scrittrice e giornalista italiana si è spenta questa notte in un ospedale di Firenze. Aveva 77 anni e da anni soffriva di un male incurabile. I familiari hanno già fatto sapere che la volontà della scrittrice giornalista era di avere esequie in forma strettamente privata, e che loro intendono rispettare questo suo desiderio. Nel più stretto riserbo anche la degenza. Sembra infatti che la giornalista fosse stata ricoverata la scorsa settimana nella casa di cura Santa Chiara, una clinica privata nel centro storico fiorentino, a seguito del progressivo peggioramento delle sue condizioni di salute. Ad assisterla la sorella Paola e un nipote che l’hanno seguita fino all’ultimo momento con un medico di fiducia. Tra le disposizioni da lei impartite, anche quella di togliere il suo nome dalla cartella clinica.

Oriana Fallaci nasce a Firenze il 29 luglio 1929. Giornalista e scrittrice, diventa famosa a livello internazionale per le sue interviste ai potenti del mondo e i suoi reportage, specie di guerra.

Dopo gli attentati dell’11 settembre 2001, torna alla ribalta con ’La rabbia e l’orgoglio’ rompendo un silenzio di oltre 10 dieci anni. Un lunghissimo articolo pubblicato sul ’Corriere della Sera’, introdotto dall’allora direttore Ferruccio De Bortoli, poi diventato un bestseller con poche modifiche rispetto al testo del quotidiano di via Solferino. Il tono è quello di un pamphlet contro le dittature, il terrorismo, l’estremismo, il fanatismo religioso dell’Islam, ma anche contro la mediocrità dei governanti, le ragioni di real politik per colpa delle quali la società occidentale (in primis l’Europa) non difende più, nel confronto con l’Islam, i valori che la contraddistinguono (molti i richiami al risorgimento, alla resistenza).

Le dure prese di posizione assunte nei confronti dell’Islam e dei suoi fedeli hanno destato accese discussioni tra coloro che ritengono che Oriana Fallaci abbia dato espressione a legittimi timori ampiamente diffusi presso l’opinione pubblica italiana e coloro che invece ritengono che la scrittrice abbia travalicato i limiti della normale polemica letteraria e politica, di fatto esacerbando un dibattito esistente. Non sono mancate denunce alla magistratura, in Italia e all’estero.

Nella sua ultima invettiva, lo scorso 30 maggio 2006, la scrittrice ha attaccato un po’ tutti. Romano Prodi e Silvio Berlusconi, liquidati come ’’due fottuti idioti’’; gli immigranti messicani che manifestano con le bandiere del proprio paese (’’mi disgustano’’); per il presidente venezuelano Ugo Chavez (’’mamma mia’’); per Federico Fellini, di cui non ricorda l’intervista ma che non le piace; per l’olio di oliva fatto in New Jersey.

Ma il suo obiettivo principale erano ancora una volta gli islamici: che non sopporta in generale, perché ’’non credo che esista un Islam buono e uno cattivo’’ e più in particolare perché non vorrebbe vedere mai la moschea che dovrebbe sorgere a Colle Val d’Elsa: ’’E’ vicino casa mia, prendo l’esplosivo e la faccio saltare’’. In questo caso a far parlare Oriana Fallaci, attraverso due colloqui diretti, delle email e soprattutto raccontando nei dettagli la vita di chi ’’per due decenni è stata una delle più pungenti intervistatrici del mondo’’, è stato il ’’New Yorker’’, uno dei più prestigiosi settimanali americani.

Forse Oriana Fallaci è stata la sola persona al mondo in grado di raccogliere una lunga intervista da Oriana Fallaci. La sola persona che la scrittrice ritenga sufficientemente preparata e seria per trasmettere il suo pensiero correttamente, senza travisamenti, senza successivi imbarazzi e querele. E’ nato così nell’estate del 2004 il libro ’Oriana Fallaci intervista Oriana Fallaci’, pubblicato in un volumetto di 126 pagine (costo 4 euro) venduto in abbinamento del ’Corriere della Sera’ il 6 agosto di quell’anno. Il successo fu immediato: un milione di copie.

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