Editorialazzu

Pinuzzu "Tuttappostu", a munnizza chi porta sordi a Ruglianu e la trasperta chi runa fiducia all’abbiente

lunedì 26 settembre 2016.
 

Sembra quasi uno scherzo della sorte in tema ecologico. Il sindaco di San Giovanni in Fiore, Giuseppe Belcastro, annuncia su Facebook: «La Silana vince anche a Soveria Mannelli per 3 a 2 contro la Garibaldina. Un risultato importante che dà fiducia a tutto l’ambiente».

Fa da contraltare un pensiero di Luigi Perri, presidente di “Presila Cosentina”, società mista che in Ati ha vinto la gara per la raccolta differenziata nel municipio silano. «Abbiamo ampliato - dichiara Perri in un comunicato - il novero della clientela, ben al di là del nostro (sotto)ambito di competenza. Si tratta di risultati che danno lustro al Comune di Rogliano, dove la Società ha la sede legale, contribuendo a sostenere il Pil (produttività, reddito, ricchezza) locale».

I soldi del Comune di San Giovanni in Fiore, insomma, porteranno ricchezza a Rogliano (Cs) e dintorni, tra redditi e consumi. Nel frattempo, Belcastro esprime gaudio - legittimo, ci mancherebbe - per la vittoria della squadra locale fuori casa. In realtà le due affermazioni, di Belcastro e di Perri, non sono così lontane e disgiunte come può sembrare.

Il Comune di San Giovanni in Fiore non ha inteso costituire una società mista (pubblico-privato) per il servizio rifiuti; non ci ha provato nemmeno. Eppure poteva contare sull’esperienza acquisita dalla cooperativa “Città pulita”, che con sacrifici vi ha lavorato per oltre un ventennio difficile, sotto l’emergenza ambientale e i carrozzoni politici di una Cosenza rossa e potente, famelica e familistica. E il Comune poteva contare, insieme, sulle proposte - isole ecologiche attrezzate e automatizzate - ribadite dall’imprenditore Tommaso Durante, che per due anni ha raccolto, a costo zero, 1.500 tonnellate di carta e plastica da riciclare, assumendo una dozzina di persone che a breve dovrà licenziare per il subentro di “Presila Cosentina”.

In materia di rifiuti non è cambiato nulla, dunque, nel centro montano più popolato d’Europa: soltanto costi. La storia è sempre identica: la sinistra piddina, che oggi comanda a Roma, a Catanzaro e sul posto, ha una sola idea sullo sviluppo di San Giovanni in Fiore, il «sussidio allargato». È la soluzione più facile, come sa bene l’assessore regionale al Lavoro, Federica Roccisano: alletta il corpo elettorale e produce un ritorno sicuro in tempi record. Non presenta controindicazioni, silenzia masse sempre più (colpevolmente) disadattate e non richiede alcun impegno politico, risparmiato con la motivazione universale «ce lo chiede l’Europa».

La discarica di San Giovanni in Fiore fu preziosa nella fase incontrollata dell’emergenza ambientale, durata 16 anni. Fu riempita sino all’inverosimile, con un risarcimento pubblico misero - e manco simbolico - di poche centinaia di migliaia di euro.

Così, per cause imputabili a governi scellerati del territorio calabrese, San Giovanni in Fiore perse la sua autonomia in fatto di rifiuti, nonostante l’indebitamento per la realizzazione di una propria discarica. In giro si bisbiglia che ci abbiano guadagnato alcuni politici, compensati nel personale. Non si sa, né è stato provato. È certo, però, che ci ha perso tutta la comunità locale, costretta a patire il dissesto finanziario del municipio, che non dà servizi né opportunità.

In una situazione del genere l’entusiasmo di Belcastro per la conclusione della trasferta calcistica appare come vecchio espediente per mascherare il degrado di San Giovanni in Fiore e l’immobilismo della sua maggioranza, che ostenta rapporti eccellenti col presidente della Regione Calabria, il concittadino Mario Oliverio, tornato soltanto per la recente festa dell’Unità, a parlare a 37 presenti.

Emiliano MORRONE

emilianomorrone(at)gmail.com


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