ITALIA. TERREMOTO IN ABRUZZO

ALL’AQUILA LA SITUAZIONE PIU’ DRAMMATICA. Nel capoluogo e in alcune delle sue frazioni, come Onna, quasi rasa completamente al suolo, e Paganica, dove sono già state registrate numerose vittime.

In ginocchio, davanti al paese crollato, la presidente della Provincia Stefania Pezzopane che si è appena lasciata alle spalle le macerie della sua casa dell’Aquila. Cerca di consolare tutti e ripete: "Troppi allarmi non ascoltati, questa è una tragedia annunciata"
lunedì 6 aprile 2009.
 

Ansa» 2009-04-06 18:53

SISMA ABRUZZO: OLTRE 100 MORTI, SEI STUDENTI ESTRATTI VIVI

ROMA - Il bilancio ufficiale del terremoto che la scorsa notte ha colpito l’Abruzzo è secondo i soccorritori di 108 vittime accerate. I feriti sono circa 1.500, mentre gli sfollati potrebbero essere oltre i 70mila. Le scosse di assestamento continuano a succedersi a intervalli di tre cinque minuti. Dopo le più intense, di magnitudo di 4,6 e 3,5 avvenute rispettivamente alle 4,37 e alle 10,30 del mattino, un’altra forte scossa, di magnitudo 3,2, è stata registrata alle 13,14. Pochi minuti fa un’altra scossa a L’Aquila, di magnitudo 4,1, durata circa tre secondi. Morto uno studente nel crollo della Casa dello Studente, mentre sei ragazzi sono stati estratti vivi.

SOCCORSI: Le colonne provenienti da tutta Italia stanno confluendo sulle cittadine colpite dal terremoto. E’ anche una lotta contro il tempo per allestire le tendopoli prima che cominci a piovere. Intanto sulle zone terremotate si è abbattuta una violenta grandinata. Potrà ospitare circa 2.000 persone la tendopoli in allestimento presso il campo sportivo della frazione di Paganica, dove la scossa ha provocato sei vittime tra cui un bambino. A L’Aquila al momento, ha spiegato il presidente della Regione Chiodi, sono stati allestiti 5 punti raccolta: allo stadio Fattori, allo stadio Acquasanta, a piazza D’Armi, nella Caserma Rossi e a Centicolella. Chiodi ha poi aggiunto che in questi punti sono già attivi i punti di assistenza sanitaria e sono già iniziati i trasferimenti per gli sfollati sugli alberghi della costa, dove potranno andare circa 10 mila persone. Una corsa contro il tempo quella della Federalberghi Abruzzo che deve rispondere ad una prima richiesta della Protezione Civile nazionale, fatta attraverso quella regionale, e reperire per questa sera quattromila posti letto e relativi pasti.

"Mi sono trovato di fronte ad una scena orribile di morti e macerie" ha detto il capo della Polizia, prefetto Antonio Manganelli dopo essere arrivato in Abruzzo nelle zone colpite dal terremoto. Manganelli ha anche sottolineato che i soccorsi sono stati attivati con "tempestività che la situazione impone" e che "migliaia di uomini delle forze dell’ordine sono impegnati ora nel lavoro di soccorso". Ammonta complessivamente a 1.640 unità il personale dei vigili del fuoco inviato in Abruzzo per l’emergenza terremoto. Inviati anche 677 mezzi. Sono stati istituiti cinque centri operativi misti: L’Aquila, San Demetrio, Pizzoli, Rocca di Mezzo e Paganica. Presenti sul posto 71 unità Saf (speleo-alpino-fluviali) e 31 unità cinofile.

Allestiti 4.320 posti letto e 15 gruppi elettrogeni per tendopoli. Tre sono i campi base: all’Aquila, Barisciano e Bazzano. La Marina Militare sta collaborando ai soccorsi dei terremotati in Abruzzo. A questo scopo ha messo a disposizione 8 elicotteri con relativi equipaggi e tecnici; sette sono a Pratica di Mare a disposizione della Protezione civile e un elicottero EH 101 è all’aeroporto di Preturo (L’Aquila) impegnato nell’evacuazione dei feriti. Da Brindisi poi è in partenza una cucina da campo capace di produrre 4 mila pasti al giorno. Inoltre, la Marina militare ha fornito una camera iperbarica mobile di Comsubin, il Comando incursori, con staff medico e tecnico pronta per invio dove richiesto.

Nelle zone colpite dal sisma, oltre a geometri e ingegneri, servono con urgenza tecnici amministrativi in grado di svolgere tutte le procedure straordinarie, per esempio la requisizione di un’area, necessarie per far fronte alla situazione. Dall’Umbria sono pronti a partire 150 tecnici, ed un altro numero significativo dovrebbe partire dalle Marche. Alcune persone sono state fermate e condotte in questura perché ritenute responsabili di episodi di sciacallaggio.

TRASPORTI: Alle 17.15 è ripresa la circolazione dei treni fra L’Aquila e Terni. Lo comunica Ferrovie indicando che "in aggiunta ai treni di servizio ordinario" sono state messe a disposizione "8 automotrici leggere per un incremento dei servizi fra Terni e L’Aquila". Resta chiusa al passaggio dei treni, "per il completamento degli accertamenti tecnici", la linea Sulmona-L’Aquila.

SI SCAVA TRA I PIANTI

C’e’ chi chiede il silenzio improvviso - in ansia - per dare segnale ai soccorritori: si cerca di carpire, di ’’scavare con le orecchie’’, tra quei blocchi di cemento e mattoni che potrebbero nascondere qualche vita in cerca di uno spiraglio di uscita. Ma e’ il pianto di qualche familiare che rida’ il segnale al rumore delle macchine escavatrici, alle braccia instancabili di tutti quelli che tra queste macerie sudano e imprecano per strappare alla morte qualche altro abitante sorpreso nel sonno da questa immane tragedia.

Si continua a scavare all’Aquila in almeno cinque punti critici della citta’ dove intere palazzine sono venute giu’ come castelli di sabbia imprigionando tutto e tutti. Soprattutto gli universitari, i cui parenti adesso assistono chi in lacrime, chi con lo sguardo fisso, chi inebetito, al lavoro dei soccorritori. Si cerca perfino nello squillo dei cellulari, come traccia o segnale che avvicini i soccorritori ai corpi.

La scena di disperazione e l’intervento di squadre tecniche di speleologi, si cerca di andare a conquistare qualsiasi anfratto tra le macerie dove si spera possano essere state create delle camere d’aria che possano salvare gli abitanti dei palazzi. Le ricerche sono frenetiche, non si riesce ancora a definire bene il numero delle persone sepolte, e per questo si cerca di carpire qualsiasi dettaglio o informazione ad amici, conoscenti e familiari. Ed e’ ancor piu’ drammatico quando dalle macerie i bracci meccanici delle ruspe tirano via tra colonne di cemento armato e termosifoni anche i lettini di inermi bambini.

PRESIDENTE PROVINCIA, ATTI SCIACALLAGGIO: TRE FERMATI Alcune persone sono state fermate e condotte in questura perche’ ritenute responsabili di episodi di sciacallaggio. Non si conoscono ancora i particolari di questi episodi.

La denuncia di episodi di scaicallaggio era partita dal presidente della Provincia dell’Aquila, Stefania Pezzopane, secondo cui gli episodi di sciacallaggio si sono verificati sia nel centro dell’Aquila, che nei paesini della provincia.

SCUOLE CHIUSE A OLTRANZA, AVVIATE VERIFICHE Chiuse a oltranza le scuole nelle zone colpite dal sisma. A confermarlo il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini. L’incolumita’ degli studenti e’ la prima preoccupazione e dunque le scuole in Abruzzo riapriranno soltanto quando saranno state fatte tutte le verifiche necessarie, ha sottolineato il ministro.

’’Come ha detto anche il presidente Berlusconi, prima viene la sicurezza dei ragazzi, poi la didattica’’ e dunque chiusura a oltranza, ha affermato Mariastella Gelmini esprimendo solidarieta’ e vicinanza agli studenti, alle famiglie e a tutti i cittadini colpiti da questa terribile calamita’. Gia’ nei giorni scorsi, a causa dello sciame sismico, le scuole dell’Aquila erano rimaste chiuse per due giorni e a conclusione delle verifiche tecniche, che avevano riguardato una sessantina di edifici, erano state dichiarate inagibili due edifici scolastici.

Dall’unita’ di crisi costituita presso il ministero delle Infrastrutture per verificare lo stato degli edifici scolastici in Abruzzo sono gia’ partiti gli accertamenti. E’ difficile per il momento stilare un bilancio complessivo dei danni, cosi’ come e’ prematuro ipotizzare una data per la ripresa delle lezioni. Scuole chiuse a scopo precauzionale anche in Molise per consentire verifiche strutturali sugli immobili.


Ansa» 2009-04-06 14:36 (- per aggiornamenti, cliccare sul rosso)

VIOLENTO SISMA ALL’AQUILA: ALMENO 92 MORTI E MOLTI DISPERSI

ROMA - E’ di 92 morti accertati il nuovo bilancio del terremoto in Abruzzo, secondo quanto riferiscono all’ANSA fonti dei soccorritori. Il premier Silvio Berlusconi che si trova all’Aquila ha annunciato che sono al momento 1.500 le persone rimaste ferite nei crolli.

Non sono stati diffusi i dati sui dispersi, mentre migliaia sono gli sfollati. La scossa, alle 3.32, di magnitudo 5,8 a 8,8 km di profondita’, ha avuto come epicentro una zona al nord de L’Aquila. Decine le scosse che sono seguite avvertite dalla popolazione. In moto la macchina dei soccorsi da tutta Italia, firmato decreto per emergenza nazionale, questa sera consiglio dei ministri straordinario.

VITTIME: sono 92 finora i morti accertati. Ma il tragico conto e’ destinato salire viste le drammatiche condizioni dei centri storici colpiti dal sisma. Non si conoscono ancora il numero dei feriti e dei dispersi.

Sono almeno 26 i Comuni interessati in modo ’’serio’’ dal terremoto, e i danni riscontrati, i crolli di case vecchie, ma abitate e addirittura di almeno quattro palazzi, letteralmente implosi all’Aquila, fanno temere che il numero delle vittime sia destinato a salire e che sia possibile determinarlo solo tra molto tempo. In molti paesi come Santo Stefano di Sessanio, Castelvecchio Calvisio, San Pio, Villa Sant’Angelo, Fossa, Ocre, San Demetrio ne’ Vestini e i centri dell’Altopiano delle Rocche, sono distrutte moltissime abitazioni del centro storico, mentre presentano danni costruzioni piu’ recenti e anche in cemento armato.

La situazione piu’ drammatica e’ nel capoluogo e in alcune delle sue frazioni, come Onna, quasi rasa completamente al suolo, e Paganica, dove sono gia’ state registrate numerose vittime. Nel centro storico dell’Aquila vi sono numerosi crolli, moltissimi edifici lesionati e alcuni palazzi non antichi crollati completamente.

Particolarmente complicata la situazione all’ospedale dell’Aquila, a sua volta lesionato in alcune parti dalle scosse sismiche. Le linee ferroviarie principali, riferiscono le Ferrovie dello Stato, sono tutte operative, mentre sono in atto gli accertamenti sulle linee regionali. Le infrastrutture centrali di Telecom Italia, sia nella telefonia fissa che in quella mobile, non hanno subito danni nel terremoto della notte scorsa in Abruzzo. In corso controlli sulle autostrade.

SOCCORSI: Il presidente del Consiglio ha annunciato la firma di stato di emergenza nazionale. Il Consiglio dei Ministri e’ convocato per questa sera alle 19.00 a Palazzo Chigi. Colonne di soccorso sono in viaggio praticamente da tutta Italia. Dal Lazio sono partite intorno due colonne di uomini e mezzi della Protezione civile della Regione. Circa 40 le squadre con piu’ di 200 volontari che hanno raggiunto l’Abruzzo, altrettante sono pronte ad operare.

Partita anche una task force vicentina, con una decina di uomini e quattro automezzi, mentre tra qualche ora si muoveranno anche 100 volontari alpini. Dalla Toscana partira’ la prima colonna mobile di soccorso che dispone di strutture di soccorso, cucina da campo, servizi igienici, coperte e tende per 160 posti letto. Partiranno da Legnano (Milano) per L’Aquila 50 persone della Protezione Civile della Lombardia, con un centro polifunzionale e una tendopoli per 250 sfollati. In corso in tutta la regione il monitoraggio degli edifici scolastici danneggiati dal sisma. Tredici minori dell’Istituto penale minorile dell’Aquila stanno per essere trasferiti in altre sedi.

L’AQUILA. Centinaia di persone in strada, accampata nelle piazze, nei parcheggi dei supermercati, anche nei campi sportivi. E, purtroppo, anche morti in strada, cadaveri estratti dalle macerie dei palazzi crollati e adagiati in terra coperti da un lenzuolo. Per le strade vagano decine di giovani, vecchi e donne, molti con delle coperte sulle spalle, altri ancora in pigiama; i volti tirati, lo sguardo ancora impaurito dopo la scossa, violentissima, di questa notte.

E a rendere ancora più difficile le situazione delle migliaia di sfollati, le continue scosse di assestamento: l’ultima in mattinata che ha fatto crollare diversi cornicioni e cadere tegole. In piazzale Paoli all’Aquila, in una zona centrale della città, uno stabile di quattro piani è venuto tutto giù: dentro vi erano numerose stanze date in affitto a studenti, dal momento che il capoluogo abruzzese è sede di un ateneo.

Tre giovani sono stati estratti vivi dalle macerie. Per un quarto non c’è stato nulla da fare. Ricerche frenetiche sono in corso tra Vigili del Fuoco, protezione civile, carabinieri. Tribunale evacuato perché inagibile ad Avezzano (L’Aquila). Tutti i dipendenti sono ora fuori il palazzo. Il sindaco Antonio Floris, intanto, ha disposto la chiusura di tutti gli uffici pubblici in città.

EDIFICI EVACUATI ANCHE FUORI ABRUZZO Una palazzina in cemento armato, con gravi lesioni strutturali, è stata evacuata la scorsa notte dai Vigili del Fuoco di Sora, in via Marsicana, nel territorio di Sora. La scossa sismica che ha avuto come epicentro l’Aquila è stata avvertita in tutta la zona del Frusinate ed in particolare nella valle di Comino, che è proprio a ridosso di Avezzano e dell’Aquila.

SI SCAVA TRA SILENZIO E PIANTI C’e’ chi chiede il silenzio improvviso - in ansia - per dare segnale ai soccorritori: si cerca di carpire, di ’’scavare con le orecchie’’, tra quei blocchi di cemento e mattoni che potrebbero nascondere qualche vita in cerca di uno spiraglio di uscita. Ma e’ il pianto di qualche familiare che rida’ il segnale al rumore delle macchine escavatrici, alle braccia instancabili di tutti quelli che tra queste macerie sudano e imprecano per strappare alla morte qualche altro abitante sorpreso nel sonno da questa immane tragedia.

Si continua a scavare all’Aquila in almeno cinque punti critici della citta’ dove intere palazzine sono venute giu’ come castelli di sabbia imprigionando tutto e tutti. Soprattutto gli universitari, i cui parenti adesso assistono chi in lacrime, chi con lo sguardo fisso, chi inebetito, al lavoro dei soccorritori. Si cerca perfino nello squillo dei cellulari, come traccia o segnale che avvicini i soccorritori ai corpi.

La scena di disperazione e l’intervento di squadre tecniche di speleologi, si cerca di andare a conquistare qualsiasi anfratto tra le macerie dove si spera possano essere state create delle camere d’aria che possano salvare gli abitanti dei palazzi.

Le ricerche sono frenetiche, non si riesce ancora a definire bene il numero delle persone sepolte, e per questo si cerca di carpire qualsiasi dettaglio o informazione ad amici, conoscenti e familiari. Ed e’ ancor piu’ drammatico quando dalle macerie i bracci meccanici delle ruspe tirano via tra colonne di cemento armato e termosifoni anche i lettini di inermi bambini.


-  La frazione dell’Aquila quasi rasa al suolo: si temono 50 morti su 400 abitanti
-  Tra i corpi quelli di due fidanzati in fuga d’amore. Si scava dove si sentono voci

Una fila di bare davanti alle macerie il piccolo borgo di Onna non c’è più

di GIUSEPPE CAPORALE *

ONNA (L’Aquila) - E’ l’odore del terremoto. Quel terribile velo di polvere che stagna nell’aria e avvolge tutto. Qui ad Onna non riesce a coprire lo scenario apocalittico della piccola frazione del Comune dell’Aquila uscita come da un bombardamento. Onna non c’è più. E’ una unica distesa di macerie, tra le quali non si riescono quasi a distinguere le linee dei vicoli del paese, e di macchine coperte di fango. La stima nessuno vuole dirla quasi a non volerla rendere ufficiale, ma in troppi pensano che dei quattrocento abitanti cinquanta siano morti.

Anche i soccorritori, a tratti, sembrano gettare la spugna: si scava soprattutto dove si sentono voci da sotto le macerie o dove si pensa di poter trovare qualcuno ancora vivo.

Al confine del borgo, su un prato tra due cavalli che brucano, la fila di dieci bare circondate da parenti che quasi non piangono più, per i loro morti allineati nella improvvisata camera ardente e per quelli che temono seppelliti per sempre sotto le montagne di macerie che fanno da sfondo.

Attoniti, davanti ai corpi di due fidanzati, i parenti che hanno perso due giovani e - insieme - hanno scoperto la loro fuga d’amore. Erano scappati a Onna di nascosto dai genitori, sono morti insieme. E insieme sono morti altri due ragazzi di 18 e 16 anni, figli di Giustino Parisse, giornalista del "Centro" di Pescara.

In ginocchio, davanti al paese crollato, la presidente della Provincia Stefania Pezzopane che si è appena lasciata alle spalle le macerie della sua casa dell’Aquila. Cerca di consolare tutti e ripete: "Troppi allarmi non ascoltati, questa è una tragedia annunciata"

* la Repubblica, 6 aprile 2009


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