Cittadinanza d’onore

San Giovanni in Fiore: il "Baffo" non perde né il pelo né il vizio: il sindaco conferma sempre ciò che scrive "la Voce di Fiore"

Puntualissimo, Antonio Nicoletti dimostra di interpretare alla lettera i nostri articoli. Sarà l’"effetto Pigmaglione"?
mercoledì 12 settembre 2007.
 

Tutto ben sistemato, tricolore aderente, Montblanc o giù di lì per la firma, cravatta e capello in ordine, il primo cittadino di San Giovanni in Fiore ha confermato in pieno ciò che abbiamo scritto lo scorso undici settembre a proposito del conferimento della cittadinanza d’onore a mr. Albert Andy Audia, che donò un apparecchio per la tac all’ospedale civile del luogo.

Noi siamo l’ombra vigile del sindaco, lo seguiamo come cimici o zanzare malesiane, gli siamo morbosamente affezionati, ci piace, senza di lui dovremmo inventarci un personaggio. Invece, abbiamo la grazia d’avercelo pronto tutti i giorni, formidabile, eccezionale veramente. Con amorevole simpatia, qui lo battezziamo Baffotogenico.

Andate di corsa sul sito di Sila tv e prestate attenzione alle dichiarazioni di Nicoletti alla giornalista Barbara Marrella. Il video è quello del Tg Sila dell’undici settembre: Albert Andy Audia cittadino onorario di San Giovanni in Fiore.

Ad un certo punto, il sindaco parla di una città caratterizzata dalle polemiche. Poi, un po’ rosso in viso e teso, lega l’Undici settembre alla tradizione e innovazione cui la giunta comunale sta a suo avviso puntando. Abbiamo telefonato all’amico Ermanno Bencivenga, logico di professione, per capire il significato di un tale passaggio. Che resta un mistero. Magari Brown ci scriverà un successo.

Che c’azzecca, direbbe Di Pietro, la tragedia del 2001 con le aspirazioni o le direttrici della giunta comunale di San Giovanni in Fiore?

Evidentemente, Nicoletti, che davanti alla telecamera - sempre evitata nell’intervista in questione - ha pensato di vedere la faccia diabolica del sottoscritto, si è confuso al punto da mescolare argomenti diversi, troppo diversi, inaccostabili.

Ha fatto un’insalata glocale, scriverebbe Stefano De Martin, mettendo assieme l’inizio della nuova storia del mondo, proprio quello che ha mostrato la debolezza dell’Impero descritto da Negri, con le cose di casa nostra, le modernizzazioni ancorate alla tradizione del suo esecutivo. Così ben legate al passato da mantenersi la giunta uguale agli anni precedenti, con la novità sensazionale d’aver mandato il serafico Agostino Audia, mai usurato dal tempo, nel consiglio di Sviluppo Sila.

Però, questo vuol dire solo che il primo cittadino, pur disponendo di tanto spazio sulla stampa, non sa ancora usare i mezzi di informazione. Mi offro per fargli lezione a titolo gratuito.

Eppure è bello. Come Cacciari. Alto, viso rassicurante anche per il Vaticano, asciutto, elegante. Cuique suum: Nicoletti e la tv, Nicoletti e i media, Nicoletti e i microfoni sono come il formaggio e il pesce, come Marilyn Manson e Stefano Bollani, il Berlusca e Caruso il rifondarolo.

Il sindaco dice, sempre nella stessa intervista, che la cittadinanza di Audia è diversa, "esce un po’ fuori dai canoni classici del conferimento di cittadinanza a personaggi magari della cultura, personaggi che magari sono conosciuti a livello internazionale e che hanno avuto contatto con la nostra città, per vari motivi".

Il riferimento era a Gianni Vattimo, a Cosimo Damiano Fonseca o a entrambi? Vattimo, conosciuto nel mondo, non è cittadino onorario di San Giovanni in Fiore. Fonseca, socio corrispondente dell’Accademia dei Lincei e grande storico, invece lo è.

Quindi Nicoletti, cercando di cambiare il senso del nostro articolo dell’undici settembre scorso, ha difeso mr. Audia dall’accusa, di nessuno, d’aver tentato l’autopromozione donando la tac alla città di San Giovanni in Fiore.

Al contrario, noi abbiamo scritto che il sindaco e il suo "carrozzone" non hanno troppo a cuore gli emigrati e che scelte come la cittadinanza ad Audia ci sembrano molto contraddittorie con l’operato della classe politica, che se ne impipa dei problemi di salute della gente, pensando piuttosto al proprio utile. Abbiamo detto che il sindaco ama la vetrina mediatica.

Nella sua intervista, il sindaco ci regala poi una sequenza spettacolare di connessioni fra memoria, identità, genetica e futuro locale che non può non rimanere negli archivi della televisione planetaria, come esempio illuminante di ampolossità senza significato.

Oggi, dunque, integriamo come segue: come per De Sade era un vizio la sottomissione, per i lovers lo è il corteggiamento e per Buongiorno l’allegria sul piccolo schermo, per Antonio Nicoletti la scatola magica della tv è un vizio e una necessità. Ma non sa che può essere un boomerang, se non si conoscono le regole del gioco. Gli consiglio di guardare su Youtube dei video di Carmelo Bene. Sono istruttivi. Specialmente le lezioni sulla macchina attoriale.

Comunque sia, la tv è sempre fiction. E la realtà non muta. Che Fromm ispiri l’amatissimo sindaco: sia; poi luccichi e si tenga la clac.

Noi, col nostro spiritualismo florense saremo sempre lì, pronti a sollevarlo dopo le cadute.

Emiliano Morrone

http://lasocietasparente.blogspot.com


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