For shame!!! W o ITALY !!!

BASE DI VICENZA: CHE FARE !? USA e ITALIA o "FORZA USA" e "FORZA Italia"?! IL GOVERNO PRODI NELLO STALLO E NELLA SOTTOMISSIONE. DECISIONE "FINALE"!!! LASCIA, E RADDOPPIA!!! E DELL’ITALIA SI AB.USA!!!

domenica 21 gennaio 2007.
 

[..] "Il governo ha preso una posizione finale sull’ampliamento della base americana a Vicenza e su questo non c’è nessuna osservazione da fare". Questa la replica di Romano Prodi dopo una giornata di polemiche e attacchi tutti interni alla maggioranza.

Il governo, se agisce così - aggiunge il premier - lo deve anche all’esecutivo Berlusconi colpevole di un’eccessiva segretezza sulla materia: "Sì - risponde Prodi a chi gli chiede se non ritenesse poco pubblicizzata la scelta - perchè noi non ne sapevamo nulla e credo che queste decisioni vadano prese con maggiore conoscenza da parte dell’opinione pubblica" [...]

Il premier sul raddoppio: "Non si torna indietro". Bertinotti "No a nuove organizzazioni militari". Prc, Pdci, Verdi e sinistra Ds protestano

Base Usa, Prodi: "Posizione finale" Pecoraro: "Così salta l’Afghanistan"

C’è chi rilancia l’idea del referendum: "Scelgano i cittadini". I deputati veneti dell’Unione: "Non c’è nessun impegno, il governo ci ha presi in giro" *

ROMA - Il raddoppio della base Usa di Vicenza rischia di innescare una reazione a catena nella maggioranza. Con Prodi che punta i piedi sulla decisione del governo che ha detto sì agli americani, la sinistra radicale fortemente critica e pronta a scendere in piazza e il ministro verde Alfonso Pecoraro Scanio che taglia corto: "Così non voteremo il rifinanziamento della missione in Afghanistan".

"Il governo ha preso una posizione finale sull’ampliamento della base americana a Vicenza e su questo non c’è nessuna osservazione da fare". Questa la replica di Romano Prodi dopo una giornata di polemiche e attacchi tutti interni alla maggioranza.

Il governo, se agisce così - aggiunge il premier - lo deve anche all’esecutivo Berlusconi colpevole di un’eccessiva segretezza sulla materia: "Sì - risponde Prodi a chi gli chiede se non ritenesse poco pubblicizzata la scelta - perchè noi non ne sapevamo nulla e credo che queste decisioni vadano prese con maggiore conoscenza da parte dell’opinione pubblica".

Ma le parole di Prodi non sembrano bastare per contenere il dissenso intenro. Tanto da rischiare di coinvolgere anche la missione in Afghanistan. Secondo il ministro Alfonso Pecoraro Scanio "se i capigruppo dell’Ulivo avessero detto stop" al raddoppiamento della base Usa a Vicenza "avremmo avuto un grande aiuto. Si ricordino che il loro simbolo è un simbolo di pace, non di sottomissione". E, dunque, dice il ministro ora "spetta all’Ulivo fare una proposta. Il rifinanziamento alla missione semplicemente così com’è non lo votiamo".

Intanto Rifondazione comunista (il senatore Giovanni Russo Spena: "Non finisce qui") e il suo esponente di maggior prestigio, il presidente della Camera Fausto Bertinotti, sparano a zero. Ma anche il Pdci, la sinistra Ds e i deputati veneti dell’Ulivo. Questi ultimi scateti in una critica a tutto campo alimentata dalla sensazione, spiegano, di essere stati "buggerati" dalle promesse non mantenute dell’esecutivo. Tanto che raccontano dell’incontro con Enrico Letta in cui quest’ultimo avrebbe ammesso: "Siamo stati costretti a dire sì".

"Il governo ci ha detto solo bugie - spiegano in una conferenza stampa sette parlamentari (Laura Fincato della Margherita, Elettra Deiana, Gino Sperandio, Tiziana Valpiana del Prc, Luana Zanella dei Verdi, Lalla Trupia dei Ds e Severino Galante del Pdci) -. Prodi, Parisi e D’Alema ci avevano spiegato che non c’era nessun impegno preso da parte del governo italiano, noi ci opporremo in tutti i modi a questo insediamento militare".

Per manifestare la propria opinione hanno voluto incontrare il sottosegretario alla presidenza, Enrico Letta: "Ci ha detto testualmente - riferisce Severino Galante del Pdci - che il governo è stato ’costretto’ a prendere questa decisione. Noi non abbiamo indagato sulla natura di queste costrizioni, però...". "E’ pronto - afferma Elettra Deiana (Prc) - un appello firmato già da 35 senatori e da tantissimi deputati. Saremmo - continua - più di 120 in tutto". Una bella patata bollente per il governo.

Il primo a intervenire in mattinata è proprio Fausto Bertinotti: "Ogni atto che va nella direzione della pace, compreso l’impedire nuove forme di organizzazione militare, è una buona cosa". Parole dure alle quali Bertinotti aggiunge una nota polemica: "I termini filoamericano e antiamericano sono termini che si possono usare solo in modo caricaturale e fuorviante, e chi ne resta imprigionato manifesta subalternità".

Ancora più esplicita la condanna di Gennaro Migliore: "Non c’era nessun accordo formale precedente. Non condividiamo le parole di prodi, le quali contraddicono quanto è scritto nel programma. Il governo deve riferire immediatamente in aula".

E che la questione non sia chiusa lo sottolinea anche Russo Spena: "La vicenda del raddoppio della base di Vicenza non è finita e non finirà neppure se domani il governo commetterà il grave errore annunciato ieri".

Ma a dissentire non è solo il Prc. Anche il Pdci e la sinistra Ds si schierano contro. Pino Sgobio, capogruppo alla Camera dei comunisti, nel rilanciare l’idea del referendum, spiega che "con questa scelta si tradisce la volontà della maggioranza della popolazione vicentina". Gloria Buffo, diessina, invece si aspetta "che il mio partito dica qualcosa".

* la Repubblica, 17 gennaio 2007



Il conto? 366 milioni di dollari ma è l’Italia che li dà agli Usa

di Marco Mostallino (EPolis, 17 gennaio 2007)

Una leggenda circola da anni negli ambienti politici e economici: gli americani saranno anche ingombranti, però pagano l’affitto delle basi allo Stato italiano. Falso. Completamente. La verità è contenuta nel "2004 Statistical Compendium on Allied Contributions to the Common Defense", ultimo rapporto ufficiale reso noto dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Alla pagina "B-10" c’è la scheda che ci riguarda: vi si legge che il contributo annuale alla "difesa comune" versato dall’Italia agli Usa per le "spese di stazionamento" delle forze armate americane è pari a 366 milioni di dollari. Tre milioni, spiega il documento ufficiale, sono versati cash, mentre gli altri 363 milioni arrivano da una serie di facilitazioni che l’Italia concede all’alleato: si tratta (pagina II-5) di «affitti gratuiti, riduzioni fiscali varie e costi dei servizi ridotti». Ciò che le imprese del Nord-Est e del Meridione domandano da anni a Roma senza ottenerlo, gli Usa lo incassano in silenzio già da molti anni. È come se il padrone di casa, oltre a dare alloggio all’inquilino, gli girasse anche dei soldi. Nel caso delle basi americane, il 41 per cento dei costi totali di stazionamento sono a carico del governo italiano: il dato è riportato alla pagina B-10. Alla tabella di pagina E-4 sono invece messi a confronto gli alleati: più dell’Italia pagano solo Giappone e Germania, mentre persino la fidata Gran Bretagna è dopo di noi, si è limitata - nel 2004 - a contribuire con 238 milioni di dollari.

Una sorpresa la si ha mettendo a confronto i dati del 1999 e del 2004: si scopre che il Governo Berlusconi ha incrementato i pagamenti agli Usa, passando dal 37 per cento al 41 per cento dei costi totali sostenuti dalle forze armate ospiti.

Ma non basta. In base agli accordi bilaterali firmati da Italia e Usa nel 1995, se una base americana chiude, il nostro governo deve indennizzare gli alleati per le «migliorie» apportate al territorio. Gli Usa, per esempio, hanno deciso di lasciare la base per sommergibili nucleari di La Maddalena, in Sardegna: una commissione mista dovrà stabilire quanto valgono le «migliorie» e Roma provvederà a pagare. Con un ulteriore vincolo: se l’Italia intende usare in qualche modo il sito entro i primi tre anni dalla partenza degli americani, Washington riceverà un ulteriore rimborso.



PER LA SOVRANITA’ DI TUTTI I CITTADINI E DI TUTTE LE CITTADINE - PER LA NOSTRA COSTITUZIONE!!!:

-  LUNGA VITA ALL’ITALIA. Contro ogni confusione, RIPARTIRE DAL NOME: ITALIA!!!

-  DEMOCRAZIA, MONARCHIA "EDIPICA", E RISPETTO PER LA REPUBBLICA!!!

PER TUTTA L’UMANITA’ E L’INTERO PIANETA, ALL’ORDINE DEL GIORNO, L’ASSOLUTA NECESSITA’ DI RIPENSARE L’ "AMERICA" - non il raddoppio delle sue basi militari nel mondo!!!:

-  LA LEZIONE DI FRANZ KAFKA.


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