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Emiliano Morrone scrive alla sua San Giovanni in Fiore e al sindaco della città, Antonio Nicoletti: "Vi risolvo i problemi, mi offro gratis come assessore alla Salute"

sabato 25 novembre 2006.
 

Dico davvero. Sono pronto a lavorare per il bene della comunità di San Giovanni in Fiore. Sono pronto a mettere in campo, per utilità collettiva, le mie grandi competenze in materia sanitaria. Sono pronto a fare gratuitamente l’assessore alla sanità, se il sindaco Nicoletti mi chiama. Credo che ci troviamo in un momento delicatissimo, nella vita amministrativa e politica del Comune di San Giovanni in Fiore. La maggioranza al governo sta dimostrando gravissima irresponsabilità e un uso privato e personalistico della cosa pubblica. L’assessore alla Salute andava nominato immediatamente. Sono tre mesi e più che, come cittadini, assistiamo a bisticci, giri di basso, manovre, letiche, zuffette, pizzicorii e pruriti tra chi è stato chiamato a reggere le sorti del bene pubblico. Il risultato è palese, non occorre scomodare esperti di statistica o i vari Sartori, Panebianco, Galli della Loggia e Mannheimer, per capirlo. E, soprattutto, non lo dico in solitudine. Questa giunta precaria ha mantenuto lo statu quo, dimostrando, da subito, debolezza e scarsa fermezza. Un esempio su tutti è il suo comportamento davanti alla necessità di riorganizzare i reparti amministrativi municipali, in cui, oltre al trasferimento volontario del dirigente dell’Ufficio legale, s’è registrato lo scontro fra governanti e dirigente dell’Ufficio tecnico. Il quale continua ad assumere decisioni piuttosto sospette, in fatto di prassi, che la giunta respinge a parole e non osteggia di fatto, appellandosi alla separazione dei ruoli prevista dalla legge. Ora, stiamo assistendo, a causa del sonno perenne della maggioranza che chi ci governa, non solo a una battaglia delle rane e dei topi per nominare l’assessore alla Salute, ma, addirittura, allo sfacelo più assurdo su Viale della Repubblica, dove, per 200 metri di strada da pavimentare, i tempi stanno diventando biblici. Pare che le difficoltà tecniche siano pari a quelle del tunnel sotto la Manica, a scapito dei commercianti e dei cittadini, il cui disagio andrebbe risarcito giorno per giorno. È una vergogna, un Comune che agisce in questo modo non può dirsi civile. I vigili, poveretti, che, rimasti in pochi, non riescono a gestire il traffico. Su Via Gramsci, in corrispondenza del Liceo scientifico, una porcata vera e propria, che testimonia un costume da far schifo, pubblico e privato, con le auto parcheggiate come gli pare al personale della scuola. La vicenda del Liceo scientifico, poi, rimessa in discussione in modo opaco, senza la preoccupazione di giustificare punto per punto e su larga scala ciò che si vuole fare, a fronte di interessi grossi su affitti e casa di riposo. In una situazione di assenza di tutela per le categorie più deboli e di inesistenza di garanzie per i diritti dei cittadini, poiché si preferisce non volere il difensore civico e, magari, foraggiare inutilmente qualche amichetto, occorre prendere una posizione forte. Tanto più quando il fuori bilancio comunale oltrepassa i trenta miliardi di vecchie lire. Caro sindaco, cari cittadini, volete risparmiare? Vogliamo cominciare ad agire sul serio? Eccomi, sono disponibilissimo a prestare gratis le mie conoscenze e competenze per la città che amo e in cui ho vissuto. Non mi è stato permesso di farlo in merito alle mie competenze sul video, dato che non s’è voluto riformulare in modo normale il bando per un documentario sulla biodiversità in Sila, fatto, invece, di anomalie pazzesche - tipo l’obbligo per il regista d’appartenere a un inesistente albo Siae. Mi si permetta, almeno, di mettere a servizio le mie competenze in materia sanitaria, che sono superiori a quelle acquisite nel video. Ripeto: mi offro gratis, dico gratis, come assessore comunale alla Salute. Su questa mia autocandidatura convengono esperti del settore sanitario come Ettore Vitali, primario di Cardiochirurgia al Niguarda, Antonello Gavazzi, primario di Cardiologia ai Riuniti di Bergamo, Armando Gamba, primario di Cardiotrapianti ai Riuniti, Giuseppe Nacci, dirigente medico della Guardia di Finanza a Trieste, Lavinia Pugliese, dirigente medico nell’Ospedale civile di Prato e, ritengo, Thomas Schael, direttore generale della Asl 5 di Crotone. Non credo che, fra i rappresentanti in municipio, possa esserci, solo nella materia sanitaria, una persona più competente del sottoscritto. Mi rivolgo all’onorevole Mario Oliverio perché, con la stessa rapidità con cui è intervenuto dopo la puntata di Striscia la notizia sulla piscina comunale di San Giovanni in Fiore, proponendo, come rimedio, un progetto di riconversione della struttura, sia lesto, ora, a entrare in giuoco per comporre gli equilibri in giunta, sostenendo la mia autocandidatura come assessore alla Salute e alle Politiche sociali. Darebbe una dimostrazione chiara d’attaccamento alla sua città e un segno profondo di concretezza, responsabilità ed efficienza. Se io diventassi assessore alla Salute, il Comune risparmierebbe circa 20 mila euro all’anno e avrebbe una figura di provatissima esperienza in fatto sanitario. Sarei un assessore impeccabile e, soprattutto, indipendente. Ma ciò che più conta è che prenderei servizio e produrrei risultati, senza avere niente in cambio. Si parla, negli ambienti politici, di dare spazio ai giovani, di sfruttare le intelligenze del territorio, di impiegare le risorse intellettuali. Eccomi, del tutto gratis. Lascio che i cittadini si pronuncino in merito e attendo una risposta del sindaco Antonio Nicoletti.

Emiliano Morrone


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